LA TV ALL'ITALIA

Publié le par analopez

LA TV ALL’ITALIANA

La tv in Italia è un oggetto particolare. È un giocattolo strano. Diverso dal resto del mondo, dove pure è molto diffuso, amato, contestato. In Italia è segnato da alcuni record o anomalie.                                     
Primo record (o anomalia). I canali televisivi italiani sono tanti, tantissimi: 640, secondo la Frt, cioè l’associazione delle imprese radio-televisive. Pensate dunque l’Italia, da sola, ospita più di un quinto delle tv mondiali. Tante televisioni coinvolgono un mare di addetti: 10 mila sono i dipendenti delle tv private; altrettanti, anzi un po’ di più, sono quelli della Rai; altre 20 mila persone lavorano nel settore pubblicitario. In Italia almeno 50 mila persone vivono di televisione. 
Secondo record (o anomalia). La tv assorbe gran parte delle risorse pubblicitarie , togliendole alla carta stampata, a quotidiani e periodici, e agli altri mezzi, le affissioni, la radio, il cinema... La tv italiana trasmette un milione di spot all’anno. Un numero immenso, paragonato con la situazione all’estero, ma con una spiegazione facile facile: in Italia la tv commerciale (quella inventata da Silvio Berlusconi ) per farsi spazio nel mercato, un tempo monopolizzato dalla Rai, ha abbassato il livello d’ingresso vendendo gli spazi televisivi ai prezzi più bassi del mondo. Naturalmente per rifarsi ha dovuto moltiplicare il numero degli spot, che sono diventati non solo i più a buon mercato, ma anche i più numerosi del mondo.                                                                    .            

Il terzo record (o anomalia) è che la proprietà delle imprese televisive in Italia è molto, molto concentrata: tre canali televisivi privati (Italia1, Rete 4 e Canale 5) sono nelle mani di un unico imprenditore, e sono quelli che raccolgono circa la metà degli ascolti delle tv italiane e più di due terzi (oltre 5 mila miliardi) degli investimenti pubblicitari delle aziende. L’altra metà degli ascolti sono raccolti da altri tre canali, controllati dai partiti politici (Rai 1, Rai2 e Rai3). L’imprenditore privato che possiede le tre tv è, naturalmente, Silvio Berlusconi. I tre canali controllati dai partiti sono, naturalmente, quelli Rai. Risultato: i canali saranno anche tantissimi, ma solo sei, i tre Mediaset e i tre Rai, fanno il mercato.

(Tratto da http://www.societacivile.it/focus/articoli_focus/tv_italia.html)

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