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NOMINALISATION

Publié le par analopez

FORMATION

 

La nominalisation peut se faire à partir d'adjectifs ou de verbes. Elle entraîne en général une transformation de la phrase.

 

Pour les verbes, les suffixes les plus employés sont :

 

- age : laver => lavage

- ment : détourner => détournement

- tion : détruire => destruction

- ation : dériver => dérivation

- ure : ouvrir => ouverture

 

Pour les adjectifs, les suffixes les plus employés sont :

 

- té ou ité : bon => bonté ; précaire => précarité

- eur : pâle => pâleur

- ise : franc => franchise

- ance ou ence : abondant => abondance ; violent => violence

- esse : large => largesse

 

Attention plusieurs dérivations sont souvent possibles, regardez par exemple :

 

doser :

=> dosage : action de doser.

=> doseur : appareil permettant de faire des dosages.

 

blanc :

=> blanchissage : action de nettoyer, de blanchir le linge.

=> blanchiment : action de recouvrir de blanc ; blanchir de l'argent sale.

 

agir :

=> action : ce que fait quelqu'un ou quelque chose.

=> agissement : suite de procédés ou de manœuvres condamnables.

 

abattre :

=> abattage : action d'abattre, de faire tomber ( un arbre par exemple).

=> abattement : action d'abattre, être triste .

=> abatteur : celui qui abat.

=> abattoir : bâtiment où l'on abat les animaux.

 

Università degli Studi di Padova- Centro linguistico di Ateneo.

 

LISTE DE QUELQUES MOTS ET EXERCICES

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IL CONDIZIONALE

Publié le par analopez

FORMAZIONE

Si forma dalla radice del futuro.

 

PARLARE

 

PARLEREI

PARLERESTI

PARLEREBBE

PARLEREMMO

PARLERESTE

PARLEREBBERO

TEMERE

 

TEMEREI

TEMERESTI

TEMEREBBE

TEMEREMMO

TEMERESTE

TEMEREBBERO

PARTIRE

 

PARTIREI

PARTIRESTI

PARTIREBBE

PARTIREMMO

PARTIRESTE

PARTIREBBERO

ESSERE

 

SAREI

SARESTI

SAREBBE

SAREMMO

SARESTE

SAREBBERO

AVERE

 

AVREI

AVRESTI

AVREBBE

AVREMMO

AVRESTE

AVREBBERO

VOLERE

 

VORREI

VORRESTI

VORREBBE

VORREMMO

VORRESTE

VORREBBERO

 

ESERCIZIO 1

ESERCIZIO 2

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LA TV ALL'ITALIA

Publié le par analopez

LA TV ALL’ITALIANA

La tv in Italia è un oggetto particolare. È un giocattolo strano. Diverso dal resto del mondo, dove pure è molto diffuso, amato, contestato. In Italia è segnato da alcuni record o anomalie.                                     
Primo record (o anomalia). I canali televisivi italiani sono tanti, tantissimi: 640, secondo la Frt, cioè l’associazione delle imprese radio-televisive. Pensate dunque l’Italia, da sola, ospita più di un quinto delle tv mondiali. Tante televisioni coinvolgono un mare di addetti: 10 mila sono i dipendenti delle tv private; altrettanti, anzi un po’ di più, sono quelli della Rai; altre 20 mila persone lavorano nel settore pubblicitario. In Italia almeno 50 mila persone vivono di televisione. 
Secondo record (o anomalia). La tv assorbe gran parte delle risorse pubblicitarie , togliendole alla carta stampata, a quotidiani e periodici, e agli altri mezzi, le affissioni, la radio, il cinema... La tv italiana trasmette un milione di spot all’anno. Un numero immenso, paragonato con la situazione all’estero, ma con una spiegazione facile facile: in Italia la tv commerciale (quella inventata da Silvio Berlusconi ) per farsi spazio nel mercato, un tempo monopolizzato dalla Rai, ha abbassato il livello d’ingresso vendendo gli spazi televisivi ai prezzi più bassi del mondo. Naturalmente per rifarsi ha dovuto moltiplicare il numero degli spot, che sono diventati non solo i più a buon mercato, ma anche i più numerosi del mondo.                                                                    .            

Il terzo record (o anomalia) è che la proprietà delle imprese televisive in Italia è molto, molto concentrata: tre canali televisivi privati (Italia1, Rete 4 e Canale 5) sono nelle mani di un unico imprenditore, e sono quelli che raccolgono circa la metà degli ascolti delle tv italiane e più di due terzi (oltre 5 mila miliardi) degli investimenti pubblicitari delle aziende. L’altra metà degli ascolti sono raccolti da altri tre canali, controllati dai partiti politici (Rai 1, Rai2 e Rai3). L’imprenditore privato che possiede le tre tv è, naturalmente, Silvio Berlusconi. I tre canali controllati dai partiti sono, naturalmente, quelli Rai. Risultato: i canali saranno anche tantissimi, ma solo sei, i tre Mediaset e i tre Rai, fanno il mercato.

(Tratto da http://www.societacivile.it/focus/articoli_focus/tv_italia.html)

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LA TV SPAZZATURA

Publié le par analopez

  LA TV-SPAZZATURA? TUTTI LA CRITICANO, TUTTI LA GUARDANO

Perché ci poniamo davanti al teleschermo, nonostante gli attuali canali ci propongano programmi senza grande spessore? Ha senso sacrificare la qualità a vantaggio dell'audience? E poi, altra questione: si può ancora considerare una risorsa educativa la televisione?

di Ada Fichera

Vi siete mai chiesti perché guardiamo la tv? Forse, prestando qualche minuto del nostro preziosissimo tempo a riflettere su ciò, difficilmente troveremmo una risposta..
Ebbene, dati i programmi che di frequente ci propongono le nostre reti televisive, statali o private che siano, viene voglia di rispondere: “non so, ma è il caso di smettere subito!”                                              ”

La cosa più grave e preoccupante è che la cosiddetta tv-spazzatura ha un vantaggio non indifferente per chi la “produce”: rende molto in termini di ascolti. Ed è questa una delle cause; infatti, nella guerra degli ascolti, di frequente, la qualità viene messa in secondo piano  rispetto all’audience.
Tutti criticano i reality-show, ma tutti, per piacere o per curiosità, li guardano. E questo accade anche per tanti altri varietà o programmi di ipotetico intrattenimento, talk show e quant’altro.                                   .

Un tempo si diceva, o meglio si credeva, che la televisione fosse strumento utile, che educasse il popolo di ascoltatori. Ed oggi? Si potrebbe pensare che la televisione non abbia più la sua preziosa pubblica utilità.                          .                                                   .
Non è proprio così, anzi è proprio l’esatto contrario!                                     !

Se si chiede a molte adolescenti qual è il loro sogno, gran parte di queste, così come hanno fatto in seguito a sondaggi o interviste varie, rispondono che sognano di diventare veline.                                      .

Dobbiamo, comunque, porre l’accento sulle buone trasmissioni. Fortunatamente vanno ancora in onda programmi culturali, programmi pomeridiani che affrontano temi importanti o anche “leggeri” ma con quel tocco di buon gusto e con una sufficiente dose di occhio critico, che di tanto in tanto abbiamo anche il “privilegio” di poter seguire un bel film o una fiction intelligente.


 

(tratto da       http://www.giovaniemissione.it/index.php?option=content&task=view&id=2282&Itemid=148&limit=1&limitstart=2

LA TV-SPAZZATURA? TUTTI LA CRITICANO, TUTTI LA GUARDANO

Perché ci poniamo davanti al teleschermo, nonostante gli attuali canali ci propongano programmi senza grande spessore? Ha senso sacrificare la qualità a vantaggio dell'audience? E poi, altra questione: si può ancora considerare una risorsa educativa la televisione?

di Ada Fichera

Vi siete mai chiesti perché guardiamo la tv? Forse, prestando qualche minuto del nostro preziosissimo tempo a riflettere su ciò, difficilmente troveremmo una risposta..
Ebbene, dati i programmi che di frequente ci propongono le nostre reti televisive, statali o private che siano, viene voglia di rispondere: “non so, ma è il caso di smettere subito!”                                             

La cosa più grave e preoccupante è che la cosiddetta tv-spazzatura ha un vantaggio non indifferente per chi la “produce”: rende molto in termini di ascolti. Ed è questa una delle cause; infatti, nella guerra degli ascolti, di frequente, la qualità viene messa in secondo piano  rispetto all’audience.
Tutti criticano i reality-show, ma tutti, per piacere o per curiosità, li guardano. E questo accade anche per tanti altri varietà o programmi di ipotetico intrattenimento, talk show e quant’altro.                                   .

Un tempo si diceva, o meglio si credeva, che la televisione fosse strumento utile, che educasse il popolo di ascoltatori. Ed oggi? Si potrebbe pensare che la televisione non abbia più la sua preziosa pubblica utilità.                          .                                                   .
Non è proprio così, anzi è proprio l’esatto contrario!                                     !

Se si chiede a molte adolescenti qual è il loro sogno, gran parte di queste, così come hanno fatto in seguito a sondaggi o interviste varie, rispondono che sognano di diventare veline.                                      .

Dobbiamo, comunque, porre l’accento sulle buone trasmissioni. Fortunatamente vanno ancora in onda programmi culturali, programmi pomeridiani che affrontano temi importanti o anche “leggeri” ma con quel tocco di buon gusto e con una sufficiente dose di occhio critico, che di tanto in tanto abbiamo anche il “privilegio” di poter seguire un bel film o una fiction intelligente.

 

(tratto da       http://www.giovaniemissione.it/index.php?option=content&task=view&id=2282&Itemid=148&limit=1&limitstart=2

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CHE HAI?

Publié le par analopez

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I NOMI ITALIANI

Publié le par analopez

1. Guardate questo video e individuate qualche nome e cognome italiano.

2. Ecco l'elenco dei nomi più diffusi in Italia. Cliccate qui.

3. Leggete cosa dice la legge sui nomi italiani

È assolutamente vietato mettere lo stesso nome del padre vivente (in Italia non è ammesso il 'jr' come invece negli Stati Uniti), di un fratello o di una sorella viventi,

È vietato mettere il cognome Esposito quando non si conoscono i genitori.

Non è vietato mettere nomi geografici (Asia, Europe,etc.).

Il nome può essere composto da uno o da più elementi, anche separati, non superiori a tre.

I nomi stranieri devono essere espressi in lettere dell'alfabeto italiano, con la estensione alle lettere: J, K, X, Y, W

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COME TI SENTI OGGI?

Publié le par analopez

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OPINIONS SUR LES ADOS

Publié le par analopez

1, LISEZ LES OPINIONS. VOUS ÊTES D'ACCORD?

OUI, JE SUIS D'ACCORD. JE PENSE QUE .....

NON, JE NE SUIS PAS D'ACCORD. JE CROIS QUE .....

 

A. ILS NE SONT PAS SYMPA.

B. ILS SE COUCHENT TARD.

C. ILS NE RESPECTENT PAS LA DISCIPLINE.

D. ILS SE RESSEMBLENT TOUS.

E. LE WEEK-END, ILS NE SE LÈVENT PAS AVANT MIDI.

F. ILS SE DISPUTENT SOUVENT AVEC LEURS FRÈRES ET SOEURS.

G. ILS NE S'INTÉRESSENT PAS AU TRAVAIL SCOLAIRE.

H. ILS S'ENNUIENT.

 

2. ÉCOUTEZ LES INTERVIEWS DANS LA RUE. RACONTEZ À VOTRE CAMARADE CE QUE VOUS AVEZ COMPRIS (COMBIEN DE PERSONNES PARLENT, LES OPINIONS QU'ILS ONT....). 

 

 

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